Grazie al progetto “Scuola21” tutti noi, alunni e insegnanti, stiamo imparando ad avere uno sguardo globale nei confronti di ogni disciplina: proprio come in un ecosistema, ogni materia di studio è correlata alle altre.
Il personaggio storico che, per eccellenza, si è servito delle sue molteplici capacità in tutti gli ambiti è stato Leonardo Da Vinci, di cui abbiamo già molto trattato, in relazione e non al nostro progetto. Ad ogni modo un genio di tale portata non è di facile comprensione, e soprattutto non è semplice da imitare, nemmeno nella semplicità della vita quotidiana. Per meglio entrare nell’ottica di un continuo scambio fra le discipline abbiamo invitato a scuola il professor Luciano Valle, Filosofo della Natura, che ha tenuto una conferenza sull’argomento.
Nel suo intervento il professor Valle ha sottolineato come la cultura deve essere un “accordo tra il cuore, o anima o spirito, e la mente”: non dobbiamo quindi trattare i personaggi del passato come libri da imparare a memoria, ma come fossero “qui con noi, presenti”. Valle cita Einstein, suggerendoci di ricercare la “purezza dei bambini”: questo è l’atteggiamento da tenere nei confronti della scienza, e proseguendo Valle ci dimostrerà che tutti i più grandi personaggi del passato e del presente hanno agito e agiscono in questo modo.
Infatti quando indaghiamo sullo scopo dell’essere umano sulla Terra, e scopriamo di essere un “granello di sabbia sperduto nell’immensità dell’infinito”, come scrisse Leopardi, ci rendiamo conto di dover custodire il nostro pianeta e le sue bellezze. Questo perché, come dice Nietzsche: “Che senso ha la vita senza fiori, erba e farfalle?” Non basta dunque imparare qualcosa, ma bisogna rendersi conto della bellezza di ciò che si impara. Lo stesso Leonardo ribadisce il medesimo concetto, affermando che gli uomini senza coscienza, e quindi senza cultura consapevole sono solo “un transito di cibo, un sacco, meno delle bestie, anche se hanno figura umana”.
“Il mondo si salva attraverso l’amore” affermò invece Freud dopo la Prima Guerra Mondiale. Eppure sappiamo che anche Leonardo progettò macchine da guerra: come interpretare l’apparente duplicità di questo personaggio? Ebbene, il genio si rendeva conto delle sue contraddizioni, infatti più di una volta (come per la progettazione del sottomarino) scelse di fermarsi per non recare danni all’umanità. Possiamo trovare la fonte di questa sua natura contraddittoria e solo parzialmente sedata, secondo Valle, nelle mostruosità del mondo in cui viveva: il panorama delle corti e delle signorie italiane è infatti sotto “tensione etica”, a causa delle guerre di successione e per il governo delle città.
Questa tensione si manifesta anche in Machiavelli, con l’immagine della “golpe e il lione”: non esisteva ancora, nel ‘500, un messaggio di non violenza come quelli che saranno portati da personaggi quali Gandhi, Mandela e Luter King. Eppure Machiavelli sosteneva proprio l’importanza della cultura quando, esule, trovava l’unica consolazione nell’indossare i suoi “abiti curiali” e nel leggere i classici.
Anche il messaggio biblico era male interpretato: fino al 1985 era in vigore l’idea di Cartesio, che si appellava a Genesi 1,28, secondo cui l’Uomo sarebbe “padrone e possessore” del mondo. Fu solo grazie alle encicliche di Giovanni Paolo II che si rivalutò la traduzione, più appropriata, di quelle parole in “amministratore e custode”.
Troviamo forme di questa “fraternità cosmica”, come la chiama Valle, in Francesco D’assisi con il suo “Cantico delle Creature”, e nello stesso Leonardo, che era vegetariano come sarà anche Einstein. Leonardo inoltre, grazie alla sua immensa cultura, intuì l’armonia che ordina l’universo. Innanzitutto Leonardo fu uno dei primi pensatori a discostarsi dall’antropocentrismo: questo grazie al lavoro di traduzione di Platone da parte di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, che portarono l’idea dell’Uomo come in dialogo con tutte le altre creature nella Firenze dell’epoca. In secondo luogo, si ispirava al classicismo greco nell’attenzione alla corporeità, e di conseguenza nell’uso dell’osservazione; questi lo porteranno a compiere incredibili studi in ogni campo, dall’anatomia alla botanica, dalla fisica all’astronomia, dalla pittura alla matematica: e tutte queste intersecate tra loro, proprio per trovare quell’armonia ordinatrice dell’universo, quella bellezza del nostro mondo che dobbiamo continuare a custodire.
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